Quando arriverà il giorno in cui potremmo comunicare veramente con gli alieni?

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Per centinaia, se non migliaia, di anni, la gente comune ha avuto sempre un particolare fascino per tutto ciò che rappresentava l’ignoto soprattutto se si trattava di mettersi in contatto con delle civiltà extraterrestri.

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Finora, tutti i messaggi che abbiamo inviato nell’universo non hanno mai ottenuto risposte, a giudicare dalle trasmissioni confuse, casuali, e decisamente strane captate dai vari radiotelescopi .
Potrebbe essere una buona cosa se le nostre comunicazioni continuassero a passare inosservate per ovvi motivi di sicurezza .
Se una vita intelligente dovesse intercettare questi segnali, è difficile sapere quale potrebbe essere la reazione e che tipo di impressione potrebbero avere gli gli extraterrestri nel sapere che non sono soli, il che non è affatto detto che debbano essere per forza pacifici. Spesso le persone associano un messaggio extraterrestre nei complessi e spettacolari cerchi nel grano che ogni estate vediamo apparire nei verdeggianti campi inglesi e in altre varie parti del mondo, intesi dai seguaci della New Age come un tentativo di comunicazione orchestrato dagli alieni. Da tenere a mente che i primi cerchi nel grano sono stati effettivamente creati da quelle persone che ripetutamente hanno cercato di entrare in contatto con delle entità’ extraterrestri .
Nel 1820, il matematico tedesco Carl Friedrich ha concluso che il modo migliore per conversare con gli alieni potrebbe essere quello di creare un complesso messaggio grafico visibile solo dall’alto .
Volendo mettere in pratica questa teoria, il matematico si avventurò nella foresta siberiana, dove, dopo aver tagliato degli alberi, li dispose in modo sistematico fino a farli assumere una gigantesca forma triangolare, all’interno della quale piantò del grano. Inoltre il matematico tedesco ideò una serie “di telegrafi celesti”, avvalendosi di un eliotropio (sua invenzione) in grado di riflettere la luce solare verso altri pianeti.
Due decenni più tardi, l’astronomo Joseph Von Littrow, il quale riteneva che la luna fosse abitata, si avvicinò con l’idea di scavare delle schematiche ed enormi trincee nel deserto del Sahara, riempiendole di olio che una volta incendiato avrebbe dovuto illuminare un vasto tratto di cielo notturno.
L’astronomo sperava che le luminose fiamme avessero potuto avvisare gli extraterrestri circa la nostra presenza sulla Terra. Sia Littrow che Friedrich hanno supposto che le forme geometriche sono il modo ideale per dialogare con gli alieni, in quanto si ritiene che i principi matematici sono coerenti in tutto l’universo.

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