Con la scoperta dell’acqua “calda”su Marte quali risposte dalla NASA?

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Ora, dopo (l’improvvisa)  scoperta di rivoli di acqua salata sulla superficie di Marte, quali cambiamenti verranno apportati ai futuri progetti pronosticati dall’agenzia spaziale statunitense nell’esplorare il Pianeta Rosso?
Questo è stato uno dei temi più dibattuti nel corso della conferenza stampa organizzata lo scorso Lunedi (28 settembre 2015) presso la sede della agenzia spaziale a Washington.
Secondo Jim Green, direttore di scienza planetaria, lo studio convalida la strategia della NASA adottata negli ultimi anni per capire in dettaglio il ciclo idrologico passato e presente del pianeta Marte oltre ai progressi che potrebbero favorire la raccolta di campioni di suolo marziano da poter essere inviati sulla Terra. Al momento, non esiste un progetto realizzabile a breve in merito a future missioni attraverso le quali poter inviare sulla Terra del materiale marziano. Ciò nonostante la scoperta dell’acqua dovrebbe motivare nuovi studi e incentivare la ricerca.
Gli scienziati concordano sul fatto che probabilmente la certezza sull’esistenza di forme di vita microbica  su Marte la si potrebbe ottenere solo attraverso le analisi in laboratorio dei campioni marziani “, ha dichiarato il portavoce della NASA. 
Secondo i ricercatori è estremamente complicato predisporre dei veicoli robotici la cui strumentazione è in grado di effettuare il campionamento dei materiali da essere inviati sulla Terra . 
Proprio per questo motivo, fino ad oggi, l’unica sonda che ha condotto degli esperimenti finalizzati alla rilevazione di primordiali forme di vita su Marte è stata la Viking-1 e successivamente la 2, che hanno operato sul Pianeta Rosso nel lontano 1976 (i cui risultati fino ad oggi sono molto controversi, anche se per la maggior parte degli scienziati i dati ottenuti sono da considerarsi insoddisfacenti).
Allo stato attuale risulterebbe molto difficile progettare uno strumento capace di rilevare qualcosa di cui non si conosce esattamente di la composizione chimica. 
Nel caso in cui venissero rilevate tracce di vita aliena su Marte, allora possiamo solo ipotizzare sulla loro reale composizione organica solo se queste risulteranno essere molto diverse da quegli organismi elementari che vivono sulla Terra. 
Il prossimo rover della NASA che verrà inviato su Marte nel 2020 avrà il compito di raccogliere alcuni campioni del suolo marziano i quali potrebbero risultare molto promettenti dal punto di vista scientifico. 
Purtroppo dobbiamo aspettare fino a quella data quando un altro veicolo spaziale verrà inviato sul pianeta rosso la cui missione sarà finalizzata nell’invio sulla Terra di campioni di terreno prelevati dalla superficie di Marte.
Da Salvador Nogueira via mensageirosideral.blogfolha

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