Detriti spaziali: le possibili conseguenze catastrofiche

Detriti spaziali
L’equipaggio della stazione spaziale Iinternazionale, composto da tre astronauti, Scott Kelly (NASA), Gennady Padalka e Mikhail Korniyenko (Roskosmos), è stato raggiunto il 22 luglio da Oleg Kononenko (Roskosmos), Kimiya Yui (Jaxa) e Kjell Lindgren (NASA) per formare la spedizione n ° 44. 
Il 16 luglio, l’equipaggio è stato incaricato di prendere rifugio nella Soyuz, a seguito del richiamo da parte di specialisti della NASA che avvertivano del passaggio di uno sciame di detriti spaziali nei pressi della stazione orbitante. 
L’orbita della terra è piena di oggetti che, a causa della loro elevata velocità, rappresentano un rischio significativo per le missioni spaziali. Questi oggetti sono di origine naturale, come i meteoriti, o di origine artificiale nel caso di detriti spaziali.
Dal 1957, con il lancio del primo satellite artificiale Sputnik 1 da parte dell’Unione Sovietica, l’attività umana ha portato ad accumulare nello spazio un gran numero di oggetti di tutte le dimensioni. Secondo alcune recenti valutazioni 20.000 di questi oggetti sono più grandi di 10 cm. 
A questi si vanno ad aggiungere più di 600 satelliti fuori servizio, lanciatori e altri oggetti spaziali che bruciano in tutto o in parte durante la loro entrata negli strati densi dell’atmosfera, secondo un rapporto della NASA.
Il 10 giugno, l’Agenzia spaziale europea (ESA) ha pubblicato i risultati di un esperimento che mirava a testare gli effetti di un impatto iperveloce di un proiettile sparato contro uno degli scudi di protezione montati sui moduli della ISS.
L’ESA ha studiato gli effetti provocati da una sfera di alluminio di 7,5 mm di diametro sparati ad una velocità di 7 km / s (25,2 mila chilometri all’ora). Data l’energia cinetica degli scudi della ISS, la sfera è riuscita a forare una lastra metallica, dallo spessore di 50 mm.
Il 26 luglio 2015, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha dovuto cambiare la sua orbita per evitare dei frammenti abbandonati da un razzo americano, la cui variazione d’orbita è stata seguita dal centro di controllo di volo russo (TSOUP). 
La manovra per correggere la traiettoria è stata eseguita dal cargo russo attraccato alla Stazione Spaziale. 
Ad oggi, nessuna armatura può resistere all’impatto di detriti più grandi di 2 cm.Detriti dalle dimensioni maggiori di 10 cm presentano conseguenze catastrofiche in caso di una collisione.
I danni maggiori possono essere provocati dalla frammentazione totale di altri oggetti più grandi che una loro collisione potrebbe a sua volta creare migliaia di detriti aggiuntivi.
Fonte di riferimento: sputniknews

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