Falliti tutti i tentativi per contattare il Lander Philae

 

cometa 67P Churyumov-GerasimenkoNel mese di febbraio 1989 un “misterioso oggetto” apparve nelle ultime immagini inviate sulla Terra dalla sonda russa Phobos 2 che all’epoca stava operando sulla superficie marziana.
In quell’occasione alcuni suggerirono che la perdita senza motivo dei contatti con la sonda era da attribuirsi alla presenza di un oggetto non meglio identificato che alcuni ritennero essere di fattura extraterrestre.
Sulle cause della misteriosa e improvvisa scomparsa della sonda russa circolarono innumerevoli speculazioni rafforzate dalle rivelazioni rilasciate al giornale Bild da Hartwig Hausdorf, secondo il quale la sonda interplanetaria senza equipaggio Voyager 2 lanciata nel 1977, avrebbe iniziato a trasmettere strani e incomprensibili segnali come se qualcuno avesse riprogrammato o dirottato intenzionalmente la navicella esplorativa che per oltre trent’anni ha inviato regolarmente dei segnali fino quando improvvisamente ha cessato di trasmettere i preziosi dati scientifici.Philae, il piccolo lander che lo scorso anno ci ha fatto trepidare per via del suo improvviso silenzio, probabilmente questa volta, potrebbe essere quello definitivo . Dopo un ultimo, disperato tentativo di contattare la sonda durante lo scorso fine settimana, l’Agenzia aerospaziale tedesca (DLR) riferisce che le probabilità di ricollegarsi con la sonda sono molte esigue, e che ogni giorno che passa diventa sempre più difficile stabilire una comunicazione .

L’atterraggio della sonda Philae sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, una gelida roccia situata a circa 300 milioni di miglia dalla Terra, è stato uno dei più grandi successi del decennio per quanto quanto riguarda il volo spaziale. Quando il lander è atterrato nel mese di novembre del 2014, è rimbalzato due volte sulla gelida superficie della cometa per poi finire all’ombra di una scogliera che avrebbe impedito al Lander di ricaricarsi attraverso gli appositi pannelli solari. Senza la possibilità di assorbire energia, Philae ha rapidamente esaurito le sue poche riserve energetiche dopo che il suo alimentatore è entrato in stand by per via della mancanza di luce solare .
Trascorse 57 ore, il lander ha cessato definitivamente di inviare i suoi segnali facendo cadere sulla missione il silenzio più totale . Sei mesi più tardi, appena la cometa 67P si è avvicinata al sole, ecco che il lander Philae è tornato a farsi vivo inviando un messaggio su Twitter attraverso il quale comunicava l’avvenuto risveglio. Ora il suo nuovo e forse definitivo silenzio sta preoccupando non poco i tecnici e gli scienziati del DLR che probabilmente saranno gli ultimi a perdere ogni speranza su un’ipotetico nuovo contatto.

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