Gli scienziati affermano di aver risolto il mistero di Dyatlov Pass

Dyatlov Pass
I ricercatori sono stati in grado di sollevare quel velo di segretezza che per anni si è celato dietro alla misteriosa sorte di un gruppo di studenti tragicamente periti nel 1959 durante una spedizione sul Dyatlov Pass quando per qualche ragione sconosciuta i loro corpi furono ritrovati un mese dopo lungo le pendici del “Monte dei Morti” come viene chiamato tutt’ora dai residenti locali. 

Pochi sanno che nel 1993, in Buriazia, un gruppo di turisti provenienti dal Kazakistan avrebbero subito la stessa sorte e in circostanze analoghe . Un gruppo di studenti sotto la guida di Lyudmila Korovina osarono ripercorrere quel percorso maledetto di cui solo una persona su sette riuscì a fare rientro al campo base. Vladislav Rzhavtsev – un membro del club turistico locale si recò sul luogo della scomparsa del gruppo di escursionisti nei tentativo di ottenere una spiegazione su cosa potesse essere accaduto. Il giorno dopo sulla zona si abbatte’ un forte ciclone provocando un brusco calo termico che si potrasse fino alla mattina del 5 agosto quando cominciò a nevicare e la temperatura scese drasticamente quasi a zero gradi.
In quelle condizioni era difficile sopravvivere se non per pochi giorni visto che sulla zona continuava a imperversare una forte tempesta di pioggia mista a neve che costrinse i giovani escursionisti ad accamparsi per via della spossatezza. 
Le montagne di questa regione sono particolarmente famose per essere spoglie di vegetazione visto che sono caratterizzate soprattutto da pietre e dall’erba resa seccadai forti venti che contraddistinguono questi luoghi sinistri. 
Molti si domandano ancora perché il gruppo di escursionisti non decise di trovare un riparo ai margini del bosco poco distante dall’irto crinale montuoso . 
Quello che non si spiega è perché hanno deciso di trascorrere la notte su un picco roccioso senza nemmeno approntare un riparo di fortuna.
La mattina del 5 agosto gli escursionisti ebbero modo di riunirsi in modo del tutto casuale nonostante le avverse condizioni atmosferiche dovute a un improvvisa bufera di neve. 
Una delle prime vittime a cadere fu Alexander rinvenuto mentre stringeva la mano destra di Lyudmila Ivanovna Korovin. 
Quest’ultima sembrava aver subito un forte trauma visto che dal suo naso e dalla bocca scorrevano rivoli di sangue. 
Secondo quanto riferito da Rzhavtsev il gruppo di escursionisti fu preso dal panico nel vedere i corpi senza vita dei loro compagni. Qualcuno di loro iniziò a nascondersi e a fuggire verso la sottostante vallata mentre altri turbati emotivamente non facevano altro che sbattere la testa contro le rocce . Alcuni di loro si strapparono gli abiti di dosso nel vedere gli altri compagni sanguinare dal naso. 
Lyudmila Korovin morì a seguito di un attacco di cuore. 
La causa ufficiale della morte del gruppo di escursionisti di Korovina fu attribuita all’ipotermia. 
Ciò nonostante alcuni ricercatori insistono sul fatto che i giovani sarebbero morti per altri motivi visto che avrebbero potuto proteggersi dal freddo in quanto nei loro zaini furono rinvenuti abiti invernali per cui avrebbero avuto abbastanza tempo per vestirsi e proteggersi dal freddo. 
Un membro del Club Turistico di Natalia Rzhavtseva affermò che la morte degli escursionisti fu provocata da una sorta di soffocamento. 
I ricercatori sostengono che la morte dei gruppi capeggiati da Igor Dyatlov e Lyudmila Korovina non poteva essere attribuita a una coincidenza visto che gli escursionisti abbandonarono le loro cose come se qualcosa gli avesse spaventati. 
Quello che sconcerta maggiormente è che i corpi furono ritrovati in luoghi diversi alcuni dei quali completamente nudi. 
Holat-Vladimir Borzenkov uno dei primi ad occuparsi del caso giunse alla conclusione che la morte dei giovani escursionisti era da attribuirsi a della forti emissioni di infrasuoni
Alcuni esperti nell’analizzare la parte superiore delle due montagne vicine hanno disegnato una linea retta che le unisce in una immaginaria linea retta, lungo il crinale sferzato dal vento che solitamente raggiunge velocità di circa 15 metri al secondo.  Gli esperti ritengono che la morte dei giovani sia da attribuirsi a delle forti emissioni di infrasuoni, che avrebbero potuto influenzare emotivamente il gruppo di escursionisti del passo Dyatlov. 
Nonostante lo sviluppo della scienza, gli infrasuoni sono ancora poco conosciuti. 
Sappiamo solo che si tratta di un’onda a bassa frequenza non percepibile dall’orecchio umano la quale sarebbe in grado di alterare lo stato psico fisico dello sfortunato ascoltatore. 
Alcuni scienziati confermano che gli infrasuoni potrebbero indurre la gente a uno stato di panico, terrore, fino a determinarne l’infarto. 
I forti venti sul mare o in montagna, le tempeste e le luci del nord potrebbero essere una delle ragioni per la nascita di questi misteriosi infrasuoni. 
Ora i ricercatori sono convinti che le misteriose morti dei membri delle due spedizioni potrebbero rappresentare la prova inconfutabile dell’esistenza di un inquietante suono assassino che potrebbe essere generato anche dall’attrito dalle faglie terrestri capaci di generare forti emissioni energetiche a seuito del loro costante movimento.
Fonte di riferimento:baikal-daily.ru

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