I strani progetti dell’Agenzia DARPA; che futuro ci aspetta?

Il BigDog
DARPA è un Agenzia assolutamente indipendente da altre analoghe agenzie americane, e riferisce direttamente al consiglio di amministrazione del Dipartimento della Difesa. Ufficialmente, il DARPA ha circa 240 dipendenti, tra cui 140 tecnici e ha un bilancio medio di 2.000 milioni di dollari.
Molti osservatori concordano sul fatto che l’agenzia riceve anche finanziamenti significativi dedicati a risolvere i progetti più costosi. Per molti, DARPA e Il “braccio di RINVIO” delle Forze Armate statunitensi, ndr   alla ricerca di idee innovative per ottenere qualche tipo di vantaggio sui campi di battaglia del futuro. Avanzati, e spesso stravaganti, molti dei progetti finanziati al DARPA ha fatto sì che l’agenzia è diventata famosa per le notizie relative ai suoi strani progetti. Pertanto è Interessante notare che il DARPA sta lavorando su 16 progetti molto discutibili alcuni dei quali sono elencati qui ci sotto! 
Simulazione virtuale del cervello dello scimpanzé  
Questo è un progetto che dà la possibilità di creare una completa mappa del cervello dello scimpanzé. I Primati evolutivamente sono molto simili agli Esseri Umani. Quindi, il DARPA dà per scontato che tutto questo lavoro e le conoscenze acquisite potranno essere applicate in seguito nello sviluppo di trattamenti che mirano a fornire curare efficaci a quei pazienti che hanno subito un qualche tipo di trauma o danno cerebrale. Nel costruire ed elaborare la mappa del cervello degli scimpanzé si spera di replicare in modo computazionale un modello sufficientemente accurato che riproduce il funzionamento del Cervello durante l’esecuzione di trattamenti complessi.  
 Uniformi “invisibili” 
Per un soldato che si trova nel territorio nemico la cosa migliore è quella di rendersi invisibile. A tale scopo, il DARPA aveva finanziato un progetto che doveva fornire nel 2007 delle particolari uniformi destinate ai soldati americani in modo da renderli invisibili. Il segreto di questo tessuto è dovuto alle caratteristiche dei  metamateriali, un materiale creato artificialmente con proprietà elettromagnetiche peculiari che lo differenziano dagli altri materiali. Le sue caratteristiche macroscopiche non dipendono solo dalla sua struttura molecolare, ma anche dalla sua geometria realizzativa. In altri termini, un metamateriale guadagna le sue proprietà dalla sua struttura piuttosto che direttamente dalla sua composizione chimica. Lo scopo del progetto era quello di creare un mantello invisibile in grado di nascondere i soldati impegnati in aree ostili attraverso delle emissioni elettromagnetiche . 
 Reti di dati robotizzate 
Chi di noi non ha avuto la frustrazione durante una connessione WiFi mentre si sta scaricando un file di grandi dimensioni o stiamo giocando online con il nostro gioco preferito. Immaginate cosa prova un soldato nel mezzo di un campo di battaglia quando si ferma improvvisamente solo perché’ non riceve più le essenziali informazioni sulla sua posizione, ordini e le coordinate esatte del luogo in cui si trova.  Per evitare che ciò non accada, il DARPA ha finanziato lo sviluppo di una serie di robot, dotati del sistema di locomozione Bruchi, in grado di fornire per una settimana della potenza erogata da particolari batterie, ciascuna delle quali agisce direttamente come un ” nodo “per la trasmissione dei dati attraverso una rete di comunicazioni WiFi. I robot fanno parte del sistema chiamato Landroid.
 Velivolo subacqueo
Nel 2008 l’Agenzia ha deciso di finanziare la costruzione preso di un veicolo ibrido, una via di mezzo un  sottomarino e un aereo.L’idea era quella di sviluppare un veicolo volante in grado di operare nel raggio di 2.000 chilometri, e immergersi se necessario anche sott’acqua diventando un sottomarino. Secondo le intenzioni del DARPA doveva essere in grado di trasportare un carico utile di circa 1.000 kg e ospitare otto passeggeri. Alcuni anni fa, la Lockheed Martin aveva lavorato su un concetto simile, chiamato Cormorano , che sarebbe dovuto rimanere sott’acqua  come sottomarino dopo essere stato rilasciato da una nave madre.Il capitano Nemo sarebbe felice di  avere un sottomarino del genere. 
I  robot flessibili “Chembots”
Un gruppo di scienziati, ricercatori ed esperti opportunamente foraggiati dall’agenzia Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) è al lavoro per la realizzazione del sogno di ogni stratega e ogni tenente di campo. Droni automatizzati in grado di servire da occhi, orecchie e mani delle forze armate americane sin nei cunicoli inaccessibili, nelle crepe dei muri-bastione usati dalle forze nemiche e negli ambienti variamente definibili come “ostili”. La manduca”Chembots”, li chiamano, definizione quanto mai appropriata che nasconde un progetto dal valore di 3,3 milioni di dollari e che coinvolge esperti nell’ingegneria dei biotessuti, esperti di neuromeccanica dei tessuti molli degli animali, ingegneri di micromeccanica, di sistemi energetici iper-efficienti e comunicazioni wireless, designer di circuiti integrati avveniristici ed esperti di robotica e sistemi di sensori. 
Il BigDog
E’un robot quadrupede dinamico e stabile creato nel 2005 dalla Boston Dynamics con Foster-Miller, il Jet Propulsion Laboratory, e la Harvard University Concord Field Station. Il BigDog è finanziato dalla DARPA – Defense Advanced Research Projects Agency nella speranza che esso possa fungere da robot da carico (tipo mulo da trasporto) per accompagnare i soldati su terreni troppo impervi per essere percorsi da normali veicoli.    
Il Robot divoratore di materiale organico 
EATR, un robot la cui creazione ha generato in egual misura speranze e paure. EATR è nato sotto ispirazione del DARPA (l’Agenzia federale che si occupa dei progetti di ricerca avanzati della difesa Usa) ed è un veicolo da trasporto progettato per operare 24 ore, senza necessità di stop o di alimentazione esterna. Ma l’elemento principale, croce (morale) e delizia tecnologica del progetto è il motore, un sistema a biomasse (cioè alimentato da sostanze organiche). Almeno in teoria, il veicolo dovrebbe essere vegetariano ed “andare avanti” perciò con parti di vegetali, ma alcuni studiosi hanno avanzato un ipotesi più sgradevole. 
Combinando capacità decisionale e sfruttamento della situazione EATR, (Energetically Autonomous Tactical Robot) potrebbe trasformarsi in un mangiauomini di e metallo e fibre plastiche: in fondo, il carburante organico più comune sui campi di battaglia non è costituito da foglie o rametti, ma da cadaveri di soldati. Secca la replica dei creatori. Sul campo di battaglia i cadaveri dei caduti potrebbero essere il combustibile più facile da utilizzare per questa nuova arma robotica che, per funzionare, utilizza biomassa. Le società costruttrici smentiscono: è ‘vegetariano’. Ma la discussione sui limiti da dare a queste macchine, che gli scienziati prevedono saranno presto in grado di fare scelte autonome, per evitare conflitti etici è da tempo in corso.
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