La ricerca di segnali extraterrestri ampliata verso altri 20.000 sistemi stellari

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La ricerca di segnali radio che potrebbero provenire da ipotetiche civiltà extraterrestri è stata estesa verso altri 20.000 sistemi solari incluso quelli che in precedenza erano stati considerati inadatti per ospitare forme di vita intelligente .
Nuove prove scientifiche hanno portato i ricercatori del SETI Institute a ritenere che i sistemi planetari potrebbero essere costituiti da nane rosse che a loro volta rappresenterebbero la “longevità” dell’universo nei cui meandri ci sarebbero buone probabilità di individuare dei criptici segnali extraterrestri.
Questo progetto biennale prevede di catalogare quei 70.000 sistemi planetari all’interno dei quali si potrebbero nascondere delle nane rosse. Per implementare questa ricerca gli scienziati del SETI Institute utilizzeranno i dati forniti da una rete interconnessa con una serie di radiotelescopi Allen, gestita nel nord dello Stato della California, Stati Uniti d’America.
Il sistema di monitoraggio è costituito da 42 antenne, attraverso le quali è possibile osservare contemporaneamente tre sistemi stellari rilevabili solo su particolari bande di frequenza, che variano in un range che oscilla tra 1 e 10 gigahertz. Lo scienziato Jerry Arpa del SETI Institute afferma che circa la metà di queste bande sono direttamente correlate alle costanti matematiche di base. Per lungo tempo gli scienziati hanno cercato di individuare la presenza di intelligenze extraterrestri in quei sistemi planetari caratterizzati da nane rosse, in quanto la zona abitabile intorno a queste stelle risulta essere molto ristretta.
Proprio per questo motivo gli eventuali pianeti in orbita intorno a queste stelle sarebbero costretti a rivolgere in modo costante un loro emisfero verso la stella madre al punto da differenziarsi in due ambienti diversi, uno estremamente caldo, e l’altro troppo freddo per ospitare delle forme di vita. Tuttavia, la scienza moderna ha appreso che allo stato attuale esistono dei meccanismi talmente efficaci da trasferire il calore dell’emisfero caldo del pianeta verso quello freddo, creando in questo modo uno spartiacque potenzialmente abitabile. Sulla base dei dati forniti dal SETI Institute ci sono buone probabilità che entro il prossimo decennio potremmo imbatterci con altre forme di vita extraterrestri al punto da dover riformattare tutte le nostre ancestrali convinzioni e guardare con un’ottica diversa quello che molti ritengono un insignificante vuoto cosmico .

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