La scomparsa dell’aereo argentino TC-48 ha molte analogie con il volo MH370 della Malaysia Airlines

Fonte di riferimento
In un articolo dal Diario de Los Andes, del 15 marzo 1965 viene riportato un curioso parallelo con la scomparsa  del  Boeing 777 della Malaysia Airlines e che avrebbe coinvolto un aereo militare Douglas DC4 – TC48 dell’Air Force argentina scomparso mentre sorvolava su un tratto di giungla del Costa Rica i cui resti non furono mai localizzati nonostante le intense ricerche condotte in quell’area. 
I cadetti del TC48 dell’Air Force argentina 
Visto i risultati scoraggianti delle ricerche l’Air Force vi rinuncio’ ma non i parenti dei dispersi. Tra le altre voci, l’articolo afferma: “Il caso che ha coinvolto il Douglas DC-4 TC-48 della Air Force argentino rimane uno dei grandi misteri dell’aviazione, ancora più impenetrabile, visto che dopo quasi mezzo secolo le ricerche si sono concluse senza successo.
Il caso riguarda la cosiddetta “fuga del cadetto” un Douglas DC-4 TC-48 scomparso nel territorio costaricano il 3 novembre 1965 con 68 passeggeri a bordo: 9 membri dell’equipaggio e 59 cadetti della classe 31 dell’ aeronautica militare, con sede a Cordoba, che erano impegnati nella fase finale del loro volo di addestramento. L’altra metà della delegazione militare che si trovava a bordo dell’aereo TC-53 era riuscita a raggiungere regolarmente la sua destinazione.  La destinazione finale di quel volo era negli Stati Uniti.
L’aereo TC-48 scomparve in volo 40 minuti dopo il decollo tra la zona di Howard AFB di Panama e l’aeroporto di El Salvador.  L’aereo era sotto il comando di Renato Felippa e del capitano Miguel Moyano insieme al pilota Esteban Viberti. Il vecchio aereo quadrimotore scomparve senza lasciare traccia, scomparendo letteralmente nel nulla. Le ricerche furono condotte per terra e per mare, e dopo un paio di settimane, gli ufficiali proseguirono le operazioni avvalendosi solo di unità e personale argentino, rifiutando l’aiuto offerto dai governi del Costa Rica e Stati Uniti che furono invitati a non intromettersi nelle loro indagini . Successivamente le indagini furono condotte con pochi risultati da alcuni genitori e fratelli dei dispersi attraverso una inchiesta privata . 
Cecilia Viberti, figlia del pilota Esteban Viberti, che ha cercato il velivolo da decenni ha dichiarato: 
“il fatto di non essere riusciti a scoprire dove fosse finito l’aereo ha portato ad una serie di speculazioni sulla cospirazione formulate da tutti coloro che avevano cercato di fornire una spiegazione sul l’incidente”. 
Si erano ipotizzate diverse teorie; 
una tribù nativa avrebbe tenuto i sopravvissuti in cattività; forse in quella zona c’èra un altro triangolo delle Bermuda che aveva “inghiottito” l’aereo; i membri dell’equipaggio sopravvissuti all’incidente vivrebbero tuttora in un “villaggio fantasma”. Il paragone con il volo malese, ruota tutto intorno allo stesso nucleo:entrambe le storie condividono una parola in comune – ” mistero “. Da quando il mayday fu lanciato dall’aereo TC-48 in quella lontana mattina nebbiosa del 3 novembre 1965, 35 missioni esplorative furono condotte senza successo. Un gruppo privato del Costa Rica sta preparando una nuova spedizione sul posto che verra’ inviata appena la stagione delle piogge volgera’ al termine in modo da superare l’impenetrabile giungla dei Caraibi.
[Articolo di giornale originale di Miguel TITIRO appare in Los Andes Mendoza: 
http://www.losandes.com.ar/notas/2014/3/15/otro-gran-misterio-cadetes-argentinos-773225.asp
[Traduzione © 2014, S. Corrales, IHU con grazie a Rubén Morales e Guillermo Giménez]
Fonte: UFO Café RIO54

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