Triangoli luminosi sulla Valle dell’Hudson

La valle dell’Hudson fra il 1983 ed il 1984 fu al centro di un’ ondata di avvistamenti di UFO estremamente peculiari:si trattava di oggetti che non avevano la consueta forma circolare, discoidale o sferica, ma erano triangolari e luminosi,dalla forma compatta e ben definita.

La stessa tipologia che vedremo interessare, a distanza di anni, il Centro-Nordeuropa, in particolare l’ondata di avvistamenti sul Belgio.La Hudson Valley si trova a nord della grande metropoli di New York. Le segnalazioni si concentrarono attorno alla località di Pine Bush sotto gli occhi di numerosi testimoni, appartenenti a varie fasce di età e alle più diverse estrazioni culturali, come il controllore di volo Tom Vicarro, che prestava servizio in un aeroporto a pochi chilometri da Pine Bush, un docente universitario di fisica, Sam Strecher, e l’ufficiale di polizia Robert Comeau.Sul posto si recarono vari ufologi, fra cui Larry Nelson ed Ellen Crystall, per compiere indagini. Essi raccolsero le impressioni, fecero eseguire disegni e ripresero fotografie dei misteriosi oggetti. Queste ultime però risultarono discordanti con l’immagine che si aveva ad occhio nudo, netta e definita. Gli UFO, infatti, impressi sulle foto, apparivano confusi da filamenti e macchie luminose,forse per effetto di radiazioni connesse agli oggetti volanti nello spettro non visibile all’occhio umano (come non di rado avviene in tale fenomenologia) e prodotte forse dal loro sistema propulsivo. 
L’astronomo Robert Jastrow dichiarò che non poteva trattarsi di fenomeni elettrici, ma che era “qualcosa di completamente sconosciuto”.I disegni, ricavati in base alle testimonianze oculari, evidenziavano forme nette e definite,triangolari, dalla superficie apparentemente metallica e con numerosi dettagli dello scafo, come finestrini, fari, oblò. L’autorevole quotidiano “New York Times” si occupò ripetutamente di tali segnalazioni e del clima di allarme che si andava intensificando nella zona. I casi vennero indagati anche dal Professor J. Allen Hynek (o.), da Philip Imbrogno e Bob Pratt, e riportati in un dossier analitico edito nel 1984. Anche la rivista scientifica americana “Discover” dedicò un grosso fascicolo agli avvistamenti della valle dell’Hudson. 
Oltre queste testimonianze, altre persone riferirono di un enorme oggetto circolare a forma di “V”,oltreché di triangolo; le cui dimensioni erano superiori a quelle di un Jumbo. Tra queste il pilota Michael Faye, poco dopo il decollo dall’aeroporto di Newark (New Jersey),si imbatté forse nello stesso misterioso oggetto, che presentava sullo scafo sei o otto luci che si spensero improvvisamente all’ avvicinarsi dell’ aereo. Anche nel confinante Connecticut vi furono avvistamenti quotidiani di questi strani oggetti: nella cittadina di New Castle un centinaio di persone, che stavano discutendo nel salone delle riunioni municipali,furono interrotte dall’irruzione di un poliziotto che parlava di un disco volante fuori della porta.Tutti osservarono l’enorme oggetto a forma di “V”, con luci dislocate sul perimetro esterno bianche e rosse, che si librava a pochi metri di altezza. In seguito gli enti federali, il Pentagono e la Federal Aviation Administration presero in esame centinaia di fotografie scattate dagli abitanti dello Stato di New York.

Il poligono più importante degli USA sorvolato da astronavi

L’ufficio investigativo più indaffarato, dalla seconda metà degli anni Quaranta in poi, fu quello della “Commissione Dischi” (Project Saucer)dell’ Aeronautica Militare Statunitense.I suoi funzionari affrontavano segnalazioni di UFO, che pervenivano a getto continuo, catalogandole ed archiviandole, non certo risolvendole.

In realtà il lavoro più importante veniva svolto da apparati di Intelligence che, nel massimo riserbo, operavano sotto la copertura delle sigle riservate “Sign” e “Grudge”
In ogni modo, la Commissione Dischi indagò e classificò centinaia di casi, molti dei quali di altissimo livello ed attendibilità.Fra i files più rilevanti del 1948 c’è quello di White Sands. La segnalazione parte il 6 aprile dalla base aerea di Holloman (caso n. 122). Quel giorno, presso il poligono di White Sands, tecnici della Marina Militare USA, fra cui il capitano di corvetta R.B. Mac Laughlin, seguono al teodolite (strumento a cannocchiale per la misurazione degli angoli usato per rilievi topo grafici) le evoluzioni di macchine volanti circolari di circa 35 metri di diametro, che sembrano scortare i lanci dei razzi V-2. Il gruppo di Mac Laughlin li vede tallonare ed aggirare comodamente i razzi di fabbricazione tedesca durante la loro corsa ascendente.
Erano astronavi
Durante la primavera del 1949 un disco sorvolò l’area militare, alla fantastica velocità di 28.000 km orari, ad un’ altezza di 100 km! Come rileverà poi il capitano Clérouin sulla rivista “Forces Aériennes Françaises” (organo dell’ Aeronautica Militare francese), un satellite artificiale posto a 100 km di altezza non può raggiungere tale velocità. Quindi un oggetto in grado di simili prestazioni a quella quota potrebbe evitare l’attrazione terrestre e spostarsi nello spazio interplanetario senza difficol tà. I dischi volanti erano astronavi? Alle obiezioni di chi al Pentagono si chiedeva se gli UFO osservati a White Sands fossero oggetti solidi o no, alla fine di ottobre furono nuove apparizioni a dare una risposta definitiva. Segnaliamo in particolare le seguenti: caso n. 188: Goose Bay (Labrador), 29 ottobre 1948. UFO rilevato dal radar.
Si escludono fenomeni meteorologici;
Base sperimentale di WhiteSands, NewMexico. 
caso n. 189: ancora Goose Bay, 31 ottobre 1948. Si rileva al radar un fenomeno identico; caso n. 196: oggetto che si sposta contro vento, osservato sul radar; caso n. 198: macchia sullo schermo radar con spostamenti rapidi ed erratici. Gli UFO erano ordigni volanti reali, materiali e dalle caratteristiche tecniche rivoluzionarie.

Abduction da Zeta Reticuli-Il caso di Betty e Barney Hill

Il primo caso di abduction ad essere stato scientificamente studiato è quello che vide protagonisti i coniugi Betty e Barney Hill, lei bianca e lui nero, che all’ epoca avevano rispettivamente 41 e 39 anni..

Barney lavorava come impiegato delle poste a Boston e la sua seconda moglie, Betty (il cui nome anagrafico era però Eunice), era un’assistente sociale.A metà settembre del 1961, di ritorno da una breve vacanza in Canada, intimoriti dalla notizia di un imminente uragano sulla costa orientale, avevano deciso di guidare tutta la notte per fare rientro a casa, a Portsmouth nel New Hampshire (USA), cercando di evitare il cattivo tempo.
Così, nella notte fra il 19 e il 20 settembre, la coppia stava percorrendo il tratto della statale n° 3 nei pressi di Groveton quando vide nel cielo limpido un oggetto puntiforme, luminoso quanto una stella, che si muoveva in direzione sud-ovest accanto alla Luna e sopra il pianeta Giove visibile all’ orizzonte. 
II corpo, la cui intensità luminosa cresceva a vista d’occhio, compiva strani movimenti verticali e oscillanti. Incuriosita, Betty prese il binocolo (un 7X50) e cominciò ad osservare l’oggetto, sporgendosi dal finestrino, mentre il marito continuava a guidare e formulava ipotesi sull’ avvistamento. 
Non ravvisando in esso né una meteora né un satellite né un aereo di linea per l’ eccentricità dei suoi movimenti, decise infine di fermarsi e scendere dall’auto per osservare meglio e cercare di capire di cosa si trattasse.  L’ oggetto sembrò allora allontanarsi, riacquistando la sua traiettoria.”
I due ripresero la strada a bordo della loro Chevrolet Bel Air del ’57, ma presto la luce ricomparve e, per le due ore successive, li scortò lungo il tragitto. Barney si fermò per altre due volte sulle piazzole di sosta a lato della strada, per poi proseguire, senza mai riuscire ad identificare quell’ oggetto, che nel frattempo sembrava dirigersi proprio verso la loro macchina.
Si trovavano a tre chilometri e mezzo a nord di North Woodstock, la strada era deserta ed era passato molto tempo da quando avevano incrociato l’ultima macchina, quando Barney si fermò ancora una volta, su insistente richiesta di Betty, che non aveva mai smesso di osservare le evoluzioni dell’UFO attraverso gli alberi. La donna passò il binocolo al marito il quale, puntandolo nella direzione della fonte luminosa, ormai molto bassa e vicina, poté distinguere chiaramente due file di finestrini che seguivano la forma convessa dello scafo del disco e dai quali usciva una fluorescenza di un freddo colore bianco-bluastro. L’ordigno eseguiva dei movimenti bruschi: prendeva quota, si stabilizzava, precipitava verticalmente e poi risaliva, il tutto seguendo un movimento rota tori o e in assoluto silenzio.
Nel giro di pochissimo tempo la sua immagine si era ingrandita così tanto da non entrare più nel campo visivo del binocolo e si era trasformata in una nave circolare con delle piccole ali laterali. Scesi dall’ auto, i coniugi poterono vedere l’UFO avvicinarsi sempre più, compiere alcuni giri attorno alla loro macchina e fermarsi sulla loro destra a circa 30 metri di altezza, ad una distanza che misurarono approssimativamente sui 35-40 metri. Barney, ancora convinto che si trattasse di un veicolo convenzionale, forse di proprietà militare, volle avvicinarsi ulteriormente ad esso per svelare definitivamente quel mistero; lasciò la moglie in macchina e, con il binocolo in mano, si diresse verso l’UFO, scomparendo fra gli arbusti.  Si avvicinò a tal punto da riuscire a scorgere, attraverso gli oblò, una dozzina di occupanti vestiti con un’uniforme stile nazista. Questi affacciati alle finestre improvvisamente iniziarono a spostarsi con notevole velocità all’interno del velivolo, correndo avanti e indietro e dando l’impressione di muoversi proprio come degli automi, privi di emozioni. 
Tra essi, solo uno catturò particolarmente l’attenzione di Barney, l’unico che durante quell’ esplosione di attività era rimasto affacciato all’ oblò e lo stava fissando. Attraverso il binocolo, i suoi grandi occhi incontrarono quelli dell’uomo, che venne preso dal terrore, “avvertendo” su di sé una strana energia che sapeva provenire proprio da quell’essere. Fu allora, mentre l’oggetto luminoso si avvicinava sempre più raggiungendo dimensioni enormi, che Barney capì che ciò che aveva davanti non corrispondeva assolutamente ad un velivolo conosciuto e che si trattava di una nave extra terrestre. Preso dal panico e temendo di essere catturato, l’uomo corse verso la propria auto urlando: “Ci vengono a catturare!”. Rientrato nella vettura, dove lo aspettava la moglie, venne sopraffatto da un attacco isterico e cominciò a gridare tra i singhiozzi:“Non ci credo! Non ci credo!”. Poi ingranò la marcia e partì velocemente.Dopo aver percorso alcuni chilometri, i due sentirono improvvisamente uno strano sibilo intermittente provenire dalla parte posteriore della macchina, accompagnato da una serie di “bipbip”. Subito dopo i loro corpi vennero pervasi da una specie di torpore. Betty guardò alle loro spalle: dell’UFO non vi era più alcuna traccia.
A questo punto, però, il viaggio dei coniugi Hill sembra interrompersi, i loro ricordi si fanno vaghi e confusi e la storia presenta addirittura un “buco” di due ore, durante le quali avrebbero percorso un tragitto di 60 km!
L’indomani, esaminando la loro macchina, scoprirono che la superficie del cofano era segnata da una dozzina di cerchi della dimensione di una moneta da un dollaro e che l’intera vettura risultava “magnetizzata”, tanto che avvicinandole una bussola, questa impazziva.
Impressionati da quanto avvenuto, i due coniugi decisero di contattare l’US.A.F (United States Air Force) to.),che inviò ad interrogarli il maggiore P.W. Henderson. Questi, dopo alcuni giorni, sicuro dell’ attendibilità dei testimoni, inviò un rapporto ufficiale al Project Blue Book. E’ interessante ricordare che, secondo quanto riportato nella relazione n° 100-1-61 inviata al SAC (Comando Aereo Strategico), la notte dell’avvistamento degli Hill un UFO fu captato dai radar militari nel New Hampshire, luogo del presunto sequestro. Nel periodo che seguì Betty si interessò particolarmente del problema UFO, leggendo numerose pubblicazioni, fra cui il libro del maggiore Keyhoe (v.) The Flying Saucer Conspiracy. 
Fu proprio a questi che scrisse, il 25 settembre, raccontandogli l’esperienza vissuta con suo marito e sperando di avere dei consigli dal NICAP (National Investigations Committee on Aerial Phenomena)Passato quasi un mese, la coppia venne contattata da Walter Webb, inviato del NICAP, che li interrogò per alcune ore ed infine scrisse nel suo rapporto: ” …sono convinto che dicono la verità e, malgrado non esercitino professioni che esigono l’acutezza di osservazione dello scienziato, sono stato piacevolmente impressionato dalla loro intelligenza, dalla loro apparente onestà e dal loro desiderio evidente di attenersi ai fatti, diminuendone il dato sensazionale”. 
In quel periodo, i sonni di Betty furono disturbati da terribili incubi di cui la donna avrebbe parlato solo raramente e con gli amici più intimi. In questi sogni, degli uomini si avvicinavano alla macchina in cui si trovava con Barney, e i due venivano terrorizzati al punto che Betty sveniva e si ritrovava poi all’interno di una stanza sconosciuta dove, sdraiata accanto al marito, era sottoposta a particolari esami medici. 
I due in seguito venivano liberati e informati del fatto che non avrebbero ricordato nulla dell’accaduto. Oltre a questi incubi la donna fu anche vittima di numerosi attacchi di panico mentre a partire dal 1962,Barney iniziò invece a soffrire di una serie di disturbi fisici, come ulcera duodenale, pressione alta, esaurimento nervoso e un anello di verruche attorno all’inguine. Decise quindi di rivolgersi al dottor Duncan Stephens,della clinica di Exeter, il quale lo tenne in cura per un anno senza ottenere risultati positivi. Stephens giunse perciò alla conclusione che il suo paziente doveva essere affetto da problemi di origine psicologica, che generavano conflitti interiori sfociando in uno stato depressivo, e consigliò a Barney di consultare uno specialista, indicandogli il nome di Benjamin Simon, neurologo e ipnologo di Boston. Fu così che nel gennaio del 1964 Barney e Betty Hill iniziarono le loro sedute ipnotiche.Il trattamento con il dottor Benjarnin si protrasse per ben sei mesi, durante i quali i coniugi Hill ricostruirono il loro viaggio cercando disperatamente di fare luce su quelle “due ore perdute”.  Quello che emerse dalle sedute ipnotiche fu una versione dei fatti (eccezionalmente coincidente fra i due testimoni) secondo cui, dopo aver sentito quel particolare ”bip-bip”, la macchina degli Hill era stata deviata in una stradina bianca dove si era fermata.  Qui erano stati raggiunti da alcuni umanoidi, provenienti dalla nave spaziale, che apparivano di bassa statura, con lunghi occhi orizzontali, senza naso e con una fessura al posto della bocca priva di labbra, dai quali erano stati trascinati fuori dall’ autotrasportati all’interno del veicolo alieno. 
Una volta dentro, erano stati denudati e sottoposti a vari esami fisici: a Betty erano state tagliate le unghie e delle ciocche di capelli, poi le era stato infilato un lungo ago nell’ ombelico, quasi si trattasse di una moderna biopsia o di un test di gravidanza (che però all’ epoca non esisteva ancora). A Barney invece, che era rimasto per tutto il tempo ad occhi chiusi e senza comunicare con i rapitori, era stato applicato uno strumento circolare all’inguine. Le registrazioni audio delle sedute ipnotiche degli Hill costituiscono una documentazione altamente drammatica. Intensissima fu, in particolare, la partecipazione emotiva di Barney che tentò di sfuggire alle azioni dei suoi presunti sequestratori, senza però riuscirvi. Successivamente, alla donna venne mostrato un libro scritto con caratteri incomprensibili, e quella che sembrava una mappa stellare priva di iscrizioni, in cui gli astri erano uniti da linee, quasi a disegnare precise rotte spaziali. Uno degli esseri (quello che durante l’ipnosi venne riconosciuto dagli Hill come “il capo”), che aveva iniziato a comunicare con Betty, prima attraverso una mescolanza di linguaggi e poi telepaticamente, le disse che in seguito non avrebbe ricordato assolutamente nulla di quell’ esperienza.  Attraverso l’ipnosi, Betty ricostruì la mappa che dichiarava di aver osservato, e questa venne a lungo studiata da una maestra dell’Ohio, Marjorie Fish, che localizzò le dodici stelle che figuravano nella mappa ed identificò in Zeta Reticuli to.) 
il presunto luogo di provenienza degli extraterrestri. Le registrazioni su nastro delle sedute ipnotiche, iniziate il 4 gennaio, furono ascoltate dagli Hill solo il 5 aprile e ridestarono in loro il ricordo di alcuni particolari sull’ aspetto degli umanoidi e sul loro comportamento. Negli anni successivi, la coppia cercò di ristabilire un contatto mentale con i rapitori, e soprattutto Betty avvertiva un “legame telepatico”. Nel 1967 i coniugi chiesero di essere nuovamente interrogati sotto il controllo scientifico e per due ore vissero di nuovo la loro esperienza sotto ipnosi in presenza del Dottor Simon, del dottor J.Hallen Hynek e di numerosi consiglieri scientifici dell’U’S. Air Force. Nel 1969, colpito da emorragia cerebrale, Barney moriva all’età di 46 anni e Betty, rimasta vedova, approfondì ulteriormente lo studio del fenomeno UFO e del paranorrnale, diventando protagonista di altri avvistamenti e di vari episodi di tipo para psicologico

Il poligono più importante degli USA sorvolato da astronavi

L’ufficio investigativo più indaffarato, dalla seconda metà degli anni Quaranta in poi, fu quello della “Commissione Dischi” (Project Saucer)dell’ Aeronautica Militare Statunitense.I suoi funzionari affrontavano segnalazioni di UFO, che pervenivano a getto continuo, catalogandole ed archiviandole, non certo risolvendole.

In realtà il lavoro più importante veniva svolto da apparati di Intelligence che, nel massimo riserbo, operavano sotto la copertura delle sigle riservate “Sign” e “Grudge”
In ogni modo, la Commissione Dischi indagò e classificò centinaia di casi, molti dei quali di altissimo livello ed attendibilità.Fra i files più rilevanti del 1948 c’è quello di White Sands. La segnalazione parte il 6 aprile dalla base aerea di Holloman (caso n. 122). Quel giorno, presso il poligono di White Sands, tecnici della Marina Militare USA, fra cui il capitano di corvetta R.B. Mac Laughlin, seguono al teodolite (strumento a cannocchiale per la misurazione degli angoli usato per rilievi topo grafici) le evoluzioni di macchine volanti circolari di circa 35 metri di diametro, che sembrano scortare i lanci dei razzi V-2. Il gruppo di Mac Laughlin li vede tallonare ed aggirare comodamente i razzi di fabbricazione tedesca durante la loro corsa ascendente.
Erano astronavi
Durante la primavera del 1949 un disco sorvolò l’area militare, alla fantastica velocità di 28.000 km orari, ad un’ altezza di 100 km! Come rileverà poi il capitano Clérouin sulla rivista “Forces Aériennes Françaises” (organo dell’ Aeronautica Militare francese), un satellite artificiale posto a 100 km di altezza non può raggiungere tale velocità. Quindi un oggetto in grado di simili prestazioni a quella quota potrebbe evitare l’attrazione terrestre e spostarsi nello spazio interplanetario senza difficol tà. I dischi volanti erano astronavi? Alle obiezioni di chi al Pentagono si chiedeva se gli UFO osservati a White Sands fossero oggetti solidi o no, alla fine di ottobre furono nuove apparizioni a dare una risposta definitiva. Segnaliamo in particolare le seguenti: caso n. 188: Goose Bay (Labrador), 29 ottobre 1948. UFO rilevato dal radar.
Si escludono fenomeni meteorologici;
Base sperimentale di WhiteSands, NewMexico. 
caso n. 189: ancora Goose Bay, 31 ottobre 1948. Si rileva al radar un fenomeno identico; caso n. 196: oggetto che si sposta contro vento, osservato sul radar; caso n. 198: macchia sullo schermo radar con spostamenti rapidi ed erratici. Gli UFO erano ordigni volanti reali, materiali e dalle caratteristiche tecniche rivoluzionarie.

Abduction da Zeta Reticuli-Il caso di Betty e Barney Hill

Il primo caso di abduction ad essere stato scientificamente studiato è quello che vide protagonisti i coniugi Betty e Barney Hill, lei bianca e lui nero, che all’ epoca avevano rispettivamente 41 e 39 anni..

Barney lavorava come impiegato delle poste a Boston e la sua seconda moglie, Betty (il cui nome anagrafico era però Eunice), era un’assistente sociale.A metà settembre del 1961, di ritorno da una breve vacanza in Canada, intimoriti dalla notizia di un imminente uragano sulla costa orientale, avevano deciso di guidare tutta la notte per fare rientro a casa, a Portsmouth nel New Hampshire (USA), cercando di evitare il cattivo tempo.
Così, nella notte fra il 19 e il 20 settembre, la coppia stava percorrendo il tratto della statale n° 3 nei pressi di Groveton quando vide nel cielo limpido un oggetto puntiforme, luminoso quanto una stella, che si muoveva in direzione sud-ovest accanto alla Luna e sopra il pianeta Giove visibile all’ orizzonte. 
II corpo, la cui intensità luminosa cresceva a vista d’occhio, compiva strani movimenti verticali e oscillanti. Incuriosita, Betty prese il binocolo (un 7X50) e cominciò ad osservare l’oggetto, sporgendosi dal finestrino, mentre il marito continuava a guidare e formulava ipotesi sull’ avvistamento. 
Non ravvisando in esso né una meteora né un satellite né un aereo di linea per l’ eccentricità dei suoi movimenti, decise infine di fermarsi e scendere dall’auto per osservare meglio e cercare di capire di cosa si trattasse.  L’ oggetto sembrò allora allontanarsi, riacquistando la sua traiettoria.”
I due ripresero la strada a bordo della loro Chevrolet Bel Air del ’57, ma presto la luce ricomparve e, per le due ore successive, li scortò lungo il tragitto. Barney si fermò per altre due volte sulle piazzole di sosta a lato della strada, per poi proseguire, senza mai riuscire ad identificare quell’ oggetto, che nel frattempo sembrava dirigersi proprio verso la loro macchina.
Si trovavano a tre chilometri e mezzo a nord di North Woodstock, la strada era deserta ed era passato molto tempo da quando avevano incrociato l’ultima macchina, quando Barney si fermò ancora una volta, su insistente richiesta di Betty, che non aveva mai smesso di osservare le evoluzioni dell’UFO attraverso gli alberi. La donna passò il binocolo al marito il quale, puntandolo nella direzione della fonte luminosa, ormai molto bassa e vicina, poté distinguere chiaramente due file di finestrini che seguivano la forma convessa dello scafo del disco e dai quali usciva una fluorescenza di un freddo colore bianco-bluastro. L’ordigno eseguiva dei movimenti bruschi: prendeva quota, si stabilizzava, precipitava verticalmente e poi risaliva, il tutto seguendo un movimento rota tori o e in assoluto silenzio.
Nel giro di pochissimo tempo la sua immagine si era ingrandita così tanto da non entrare più nel campo visivo del binocolo e si era trasformata in una nave circolare con delle piccole ali laterali. Scesi dall’ auto, i coniugi poterono vedere l’UFO avvicinarsi sempre più, compiere alcuni giri attorno alla loro macchina e fermarsi sulla loro destra a circa 30 metri di altezza, ad una distanza che misurarono approssimativamente sui 35-40 metri. Barney, ancora convinto che si trattasse di un veicolo convenzionale, forse di proprietà militare, volle avvicinarsi ulteriormente ad esso per svelare definitivamente quel mistero; lasciò la moglie in macchina e, con il binocolo in mano, si diresse verso l’UFO, scomparendo fra gli arbusti.  Si avvicinò a tal punto da riuscire a scorgere, attraverso gli oblò, una dozzina di occupanti vestiti con un’uniforme stile nazista. Questi affacciati alle finestre improvvisamente iniziarono a spostarsi con notevole velocità all’interno del velivolo, correndo avanti e indietro e dando l’impressione di muoversi proprio come degli automi, privi di emozioni. 
Tra essi, solo uno catturò particolarmente l’attenzione di Barney, l’unico che durante quell’ esplosione di attività era rimasto affacciato all’ oblò e lo stava fissando. Attraverso il binocolo, i suoi grandi occhi incontrarono quelli dell’uomo, che venne preso dal terrore, “avvertendo” su di sé una strana energia che sapeva provenire proprio da quell’essere. Fu allora, mentre l’oggetto luminoso si avvicinava sempre più raggiungendo dimensioni enormi, che Barney capì che ciò che aveva davanti non corrispondeva assolutamente ad un velivolo conosciuto e che si trattava di una nave extra terrestre. Preso dal panico e temendo di essere catturato, l’uomo corse verso la propria auto urlando: “Ci vengono a catturare!”. Rientrato nella vettura, dove lo aspettava la moglie, venne sopraffatto da un attacco isterico e cominciò a gridare tra i singhiozzi:”Non ci credo! Non ci credo!”. Poi ingranò la marcia e partì velocemente.Dopo aver percorso alcuni chilometri, i due sentirono improvvisamente uno strano sibilo intermittente provenire dalla parte posteriore della macchina, accompagnato da una serie di “bipbip”. Subito dopo i loro corpi vennero pervasi da una specie di torpore. Betty guardò alle loro spalle: dell’UFO non vi era più alcuna traccia.
A questo punto, però, il viaggio dei coniugi Hill sembra interrompersi, i loro ricordi si fanno vaghi e confusi e la storia presenta addirittura un “buco” di due ore, durante le quali avrebbero percorso un tragitto di 60 km!
L’indomani, esaminando la loro macchina, scoprirono che la superficie del cofano era segnata da una dozzina di cerchi della dimensione di una moneta da un dollaro e che l’intera vettura risultava “magnetizzata”, tanto che avvicinandole una bussola, questa impazziva.
Impressionati da quanto avvenuto, i due coniugi decisero di contattare l’US.A.F (United States Air Force) to.),che inviò ad interrogarli il maggiore P.W. Henderson. Questi, dopo alcuni giorni, sicuro dell’ attendibilità dei testimoni, inviò un rapporto ufficiale al Project Blue Book. E’ interessante ricordare che, secondo quanto riportato nella relazione n° 100-1-61 inviata al SAC (Comando Aereo Strategico), la notte dell’avvistamento degli Hill un UFO fu captato dai radar militari nel New Hampshire, luogo del presunto sequestro. Nel periodo che seguì Betty si interessò particolarmente del problema UFO, leggendo numerose pubblicazioni, fra cui il libro del maggiore Keyhoe (v.) The Flying Saucer Conspiracy. 
Fu proprio a questi che scrisse, il 25 settembre, raccontandogli l’esperienza vissuta con suo marito e sperando di avere dei consigli dal NICAP (National Investigations Committee on Aerial Phenomena)Passato quasi un mese, la coppia venne contattata da Walter Webb, inviato del NICAP, che li interrogò per alcune ore ed infine scrisse nel suo rapporto: ” …sono convinto che dicono la verità e, malgrado non esercitino professioni che esigono l’acutezza di osservazione dello scienziato, sono stato piacevolmente impressionato dalla loro intelligenza, dalla loro apparente onestà e dal loro desiderio evidente di attenersi ai fatti, diminuendone il dato sensazionale”. 
In quel periodo, i sonni di Betty furono disturbati da terribili incubi di cui la donna avrebbe parlato solo raramente e con gli amici più intimi. In questi sogni, degli uomini si avvicinavano alla macchina in cui si trovava con Barney, e i due venivano terrorizzati al punto che Betty sveniva e si ritrovava poi all’interno di una stanza sconosciuta dove, sdraiata accanto al marito, era sottoposta a particolari esami medici. 
I due in seguito venivano liberati e informati del fatto che non avrebbero ricordato nulla dell’accaduto. Oltre a questi incubi la donna fu anche vittima di numerosi attacchi di panico mentre a partire dal 1962,Barney iniziò invece a soffrire di una serie di disturbi fisici, come ulcera duodenale, pressione alta, esaurimento nervoso e un anello di verruche attorno all’inguine. Decise quindi di rivolgersi al dottor Duncan Stephens,della clinica di Exeter, il quale lo tenne in cura per un anno senza ottenere risultati positivi. Stephens giunse perciò alla conclusione che il suo paziente doveva essere affetto da problemi di origine psicologica, che generavano conflitti interiori sfociando in uno stato depressivo, e consigliò a Barney di consultare uno specialista, indicandogli il nome di Benjamin Simon, neurologo e ipnologo di Boston. Fu così che nel gennaio del 1964 Barney e Betty Hill iniziarono le loro sedute ipnotiche.Il trattamento con il dottor Benjarnin si protrasse per ben sei mesi, durante i quali i coniugi Hill ricostruirono il loro viaggio cercando disperatamente di fare luce su quelle “due ore perdute”.  Quello che emerse dalle sedute ipnotiche fu una versione dei fatti (eccezionalmente coincidente fra i due testimoni) secondo cui, dopo aver sentito quel particolare ”bip-bip”, la macchina degli Hill era stata deviata in una stradina bianca dove si era fermata.  Qui erano stati raggiunti da alcuni umanoidi, provenienti dalla nave spaziale, che apparivano di bassa statura, con lunghi occhi orizzontali, senza naso e con una fessura al posto della bocca priva di labbra, dai quali erano stati trascinati fuori dall’ autotrasportati all’interno del veicolo alieno. 
Una volta dentro, erano stati denudati e sottoposti a vari esami fisici: a Betty erano state tagliate le unghie e delle ciocche di capelli, poi le era stato infilato un lungo ago nell’ ombelico, quasi si trattasse di una moderna biopsia o di un test di gravidanza (che però all’ epoca non esisteva ancora). A Barney invece, che era rimasto per tutto il tempo ad occhi chiusi e senza comunicare con i rapitori, era stato applicato uno strumento circolare all’inguine. Le registrazioni audio delle sedute ipnotiche degli Hill costituiscono una documentazione altamente drammatica. Intensissima fu, in particolare, la partecipazione emotiva di Barney che tentò di sfuggire alle azioni dei suoi presunti sequestratori, senza però riuscirvi. Successivamente, alla donna venne mostrato un libro scritto con caratteri incomprensibili, e quella che sembrava una mappa stellare priva di iscrizioni, in cui gli astri erano uniti da linee, quasi a disegnare precise rotte spaziali. Uno degli esseri (quello che durante l’ipnosi venne riconosciuto dagli Hill come “il capo”), che aveva iniziato a comunicare con Betty, prima attraverso una mescolanza di linguaggi e poi telepaticamente, le disse che in seguito non avrebbe ricordato assolutamente nulla di quell’ esperienza.  Attraverso l’ipnosi, Betty ricostruì la mappa che dichiarava di aver osservato, e questa venne a lungo studiata da una maestra dell’Ohio, Marjorie Fish, che localizzò le dodici stelle che figuravano nella mappa ed identificò in Zeta Reticuli to.) 
il presunto luogo di provenienza degli extraterrestri. Le registrazioni su nastro delle sedute ipnotiche, iniziate il 4 gennaio, furono ascoltate dagli Hill solo il 5 aprile e ridestarono in loro il ricordo di alcuni particolari sull’ aspetto degli umanoidi e sul loro comportamento. Negli anni successivi, la coppia cercò di ristabilire un contatto mentale con i rapitori, e soprattutto Betty avvertiva un “legame telepatico”. Nel 1967 i coniugi chiesero di essere nuovamente interrogati sotto il controllo scientifico e per due ore vissero di nuovo la loro esperienza sotto ipnosi in presenza del Dottor Simon, del dottor J.Hallen Hynek e di numerosi consiglieri scientifici dell’U’S. Air Force. Nel 1969, colpito da emorragia cerebrale, Barney moriva all’età di 46 anni e Betty, rimasta vedova, approfondì ulteriormente lo studio del fenomeno UFO e del paranorrnale, diventando protagonista di altri avvistamenti e di vari episodi di tipo para psicologico

Italia1996-«Palla di fuoco su Bielmonte»,ed è allarme

Tratto da un vecchio articolo del Corriere della Sera
In Questura segnalazioni per un misterioso oggetto luminoso
L’avvistamento avvenuto attorno alle 23,30 di lunedì.Nessuna conferma di presenze sui radar di Cameri (Provincia di Novara).

Ouello degli Ufo è un mistero che insegue l’uomo da sempre,e con il mistero la domanda che ci si pone e’«C’è qualcuno lassù?». L’interrogativo se lo sono posti in molti l’altra notte:il cielo sopra Bielmonte sarebbe stato illuminato all’improvviso da qualcosa che, secondo le testirnomanze raccolte dalla polizia, sembrava un’enorme palla di fuoco.
Lo stesso fenomeno è stato avvistato nell’Alto Novarese, mentre domenica sera l’allarme Ufo è scattato ad Alessandria.Lunedi,alle23,25,il centralino della Questura ha raccolto le segnalazioni di alcuni abitanti di Vallemosso che, con un misto di apprensione e stupore,segnalavano la presenza dì una palla di fuoco sopra Bielmonte.Dalla caserma di via Torino era partita una pattuglia e contemporaneamente sono stati informati i carabinieri che pure hanno inviato pattuglie nella zona del presunto avvistamento.I sopralluoghi hanno dato però esito negativo. La Questura ha chiesto informazioni all’aeroporto militare di Cameri,perché pure nell’Alto Novarese era stata avvistata la «palla di fuoco».Alcuni cittadini avevano infatti telefonato ai carabinteri che a loro volta si erano rivolti a Cameri.Dal radar però non sono venute conferme sulla presenza di velivoli a quell’ora,in quell’arco di cielo.Un misterioso oggetto luminoso e stato avvistato, comedetto, nel cielo di Alessandria domenica sera. 
Stesse telefonate ai carabinieri, stessi controlli agli aeroporti, a Caselle in questo caso, stesse conclusioni:radar non segnalavano presenze anomale.Ma curiosamente,nella stessa serata, un analogo episodio in Piemonte manda in fibrillazione gli esperti. L’osservatorio astonomìco di Montalenghe registra la presenza di un oggetto luminoso che viaggiava a grande velocità e non si trattava di un fenomeno astronomico.Ma,si sa,questo è un campo dove le spiegazioni si sprecano Infatti c’è chi sostiene che gli avvistamentì di oggetti luminosi nei cieli del Piemonte siano daricondurre alla caduta di meteoriti.

Italia1996-«Palla di fuoco su Bielmonte»,ed è allarme

Tratto da un vecchio articolo del Corriere della Sera
In Questura segnalazioni per un misterioso oggetto luminoso
L’avvistamento avvenuto attorno alle 23,30 di lunedì.Nessuna conferma di presenze sui radar di Cameri (Provincia di Novara).

Ouello degli Ufo è un mistero che insegue l’uomo da sempre,e con il mistero la domanda che ci si pone e’«C’è qualcuno lassù?». L’interrogativo se lo sono posti in molti l’altra notte:il cielo sopra Bielmonte sarebbe stato illuminato all’improvviso da qualcosa che, secondo le testirnomanze raccolte dalla polizia, sembrava un’enorme palla di fuoco.
Lo stesso fenomeno è stato avvistato nell’Alto Novarese, mentre domenica sera l’allarme Ufo è scattato ad Alessandria.Lunedi,alle23,25,il centralino della Questura ha raccolto le segnalazioni di alcuni abitanti di Vallemosso che, con un misto di apprensione e stupore,segnalavano la presenza dì una palla di fuoco sopra Bielmonte.Dalla caserma di via Torino era partita una pattuglia e contemporaneamente sono stati informati i carabinieri che pure hanno inviato pattuglie nella zona del presunto avvistamento.I sopralluoghi hanno dato però esito negativo. La Questura ha chiesto informazioni all’aeroporto militare di Cameri,perché pure nell’Alto Novarese era stata avvistata la «palla di fuoco».Alcuni cittadini avevano infatti telefonato ai carabinteri che a loro volta si erano rivolti a Cameri.Dal radar però non sono venute conferme sulla presenza di velivoli a quell’ora,in quell’arco di cielo.Un misterioso oggetto luminoso e stato avvistato, comedetto, nel cielo di Alessandria domenica sera. 
Stesse telefonate ai carabinieri, stessi controlli agli aeroporti, a Caselle in questo caso, stesse conclusioni:radar non segnalavano presenze anomale.Ma curiosamente,nella stessa serata, un analogo episodio in Piemonte manda in fibrillazione gli esperti. L’osservatorio astonomìco di Montalenghe registra la presenza di un oggetto luminoso che viaggiava a grande velocità e non si trattava di un fenomeno astronomico.Ma,si sa,questo è un campo dove le spiegazioni si sprecano Infatti c’è chi sostiene che gli avvistamentì di oggetti luminosi nei cieli del Piemonte siano daricondurre alla caduta di meteoriti.

1996-Ufo a forma di sigaro sulle colline del Canale di Pirro

Tratto dal Corriere della Sera anno 1996
Illusìone ottica collettiva leggenda metropolitana burla ben congegnata o davvero glì extraterrestrì sono transitati nei cieli monopolitani?
Più di uno ha giurato di aver visto apparire all’improvviso strani oggetti e di essere stato tanto spaventato da subire uno choc di entità tale da necessitare I’ìntervento dei medici.Alcune persone sono andate a riferire tutto agli agenti del Commissariato e secondo quanto riferito,le apparizioni si sarebbero verificate ,il condizionale è d’obbligo,tutte nello stesso identico punto:un’area ben definita e delimitata da tre contrade collinari al limite con la provincia di Brindisi.Piu’ di una persona che ha assitistito alle «vìsionì» (cosi sono state definite, non senza un certo ìmbarazzo),non ha avuto difllcoltà nell’Indicare quel cerchietto rosso con cui gli investigatori hanno delimitato l’area all’interno della quale si sarebbero verificati questì strani avvistamenti.
In particolare gli extraterrestri scorazzrrebbero sulle colllne adiacenti alla località agricoturistìca che il comune di Monopoli ha in comproprietà con i comuni di Fasano ed Alberobello.
Viaggerebbero a bordo dl strane navicelle spaziali a forma cilindrica con la sezione centrale di diametro maggiore rispetto alle estremità allungate e assomiglierebbero a sigari giganti di colore argentato.
Potrebbero esser stati anche dei dirigibili se non fossero sfrecciati via ad impressionante velocità per riapparire a piu’riprese nell’arco della giornata, tanto da essere visti da alcuni contadini corsi immediatamente a dare l’allarme.L’apparizione degli Ufo sarebbe stata preceduta da un sibilo appena percettibile,abbastanza simile a quello prodotto “da una pentola a pressione». L’astronave sarebbe stata vista sostare e perdere quota su un determinato punto. «nell’ area di una casupola abbandonata da anni ed in rovina». Al commissariato prima negano, poi confermano e ammettono che da un po’ di tempo le voci si inseguono, ma cercano di minimìzzare,sostenendo che ad un iniziale comprensiblle scetticìsmo è subentrata un po’ d’apprensione soprattutto con il sopraggiungere di altre notizie dalla zona dell’ avvistamento e con un coinvolgimento sempre maggiore degli abitanti della contrada. In alcuni casi,lo stesso oggetto spaziale sarebbe stato notato contemporaneamente da piu’ persone,preoccupate per queste strane ed improvvise visite sul tratte di cielo tra la Selva di Fasano e il Canale dì Pìrro.
Tutti, inoltre, hanno descritto con novizia di particolarti l’oggetto apparso nei cieli e le testìmonìanze raccolte coinciderebbero anche nei dettagli come per la scia intermlttente di colore grigio lasciata dall’oggetto nel cielo durante la navigazione». Per dirimere il mistero,c’è chi suggeriva di interpellare anche l’ Aereonautìca nel caso in cui la zona degli avvistamenti sia stata interessata da operazionì di collaudo di’Velivoli sperimentali,scambiati dalla curiosità popolare in astronavi d’altri pianeti.

1996-Ufo a forma di sigaro sulle colline del Canale di Pirro

Tratto dal Corriere della Sera anno 1996
Illusìone ottica collettiva leggenda metropolitana burla ben congegnata o davvero glì extraterrestrì sono transitati nei cieli monopolitani?
Più di uno ha giurato di aver visto apparire all’improvviso strani oggetti e di essere stato tanto spaventato da subire uno choc di entità tale da necessitare I’ìntervento dei medici.Alcune persone sono andate a riferire tutto agli agenti del Commissariato e secondo quanto riferito,le apparizioni si sarebbero verificate ,il condizionale è d’obbligo,tutte nello stesso identico punto:un’area ben definita e delimitata da tre contrade collinari al limite con la provincia di Brindisi.Piu’ di una persona che ha assitistito alle «vìsionì» (cosi sono state definite, non senza un certo ìmbarazzo),non ha avuto difllcoltà nell’Indicare quel cerchietto rosso con cui gli investigatori hanno delimitato l’area all’interno della quale si sarebbero verificati questì strani avvistamenti.
In particolare gli extraterrestri scorazzrrebbero sulle colllne adiacenti alla località agricoturistìca che il comune di Monopoli ha in comproprietà con i comuni di Fasano ed Alberobello.
Viaggerebbero a bordo dl strane navicelle spaziali a forma cilindrica con la sezione centrale di diametro maggiore rispetto alle estremità allungate e assomiglierebbero a sigari giganti di colore argentato.
Potrebbero esser stati anche dei dirigibili se non fossero sfrecciati via ad impressionante velocità per riapparire a piu’riprese nell’arco della giornata, tanto da essere visti da alcuni contadini corsi immediatamente a dare l’allarme.L’apparizione degli Ufo sarebbe stata preceduta da un sibilo appena percettibile,abbastanza simile a quello prodotto “da una pentola a pressione». L’astronave sarebbe stata vista sostare e perdere quota su un determinato punto. «nell’ area di una casupola abbandonata da anni ed in rovina». Al commissariato prima negano, poi confermano e ammettono che da un po’ di tempo le voci si inseguono, ma cercano di minimìzzare,sostenendo che ad un iniziale comprensiblle scetticìsmo è subentrata un po’ d’apprensione soprattutto con il sopraggiungere di altre notizie dalla zona dell’ avvistamento e con un coinvolgimento sempre maggiore degli abitanti della contrada. In alcuni casi,lo stesso oggetto spaziale sarebbe stato notato contemporaneamente da piu’ persone,preoccupate per queste strane ed improvvise visite sul tratte di cielo tra la Selva di Fasano e il Canale dì Pìrro.
Tutti, inoltre, hanno descritto con novizia di particolarti l’oggetto apparso nei cieli e le testìmonìanze raccolte coinciderebbero anche nei dettagli come per la scia intermlttente di colore grigio lasciata dall’oggetto nel cielo durante la navigazione». Per dirimere il mistero,c’è chi suggeriva di interpellare anche l’ Aereonautìca nel caso in cui la zona degli avvistamenti sia stata interessata da operazionì di collaudo di’Velivoli sperimentali,scambiati dalla curiosità popolare in astronavi d’altri pianeti.

Forse un codice extraterrestre nei segni affioranti dal mare Aral

tratto dal Corriere della Sera anno 1996
MOSCA-Il mare di Aral,al confine fra Russia e Kazakhstan.ha svelato un segreto.La lenta e costante evaporazione dell’acqua ha portato alla luce un nuovo mistero destinato a ìntrigare gli ufologi di tutto il mondo: un complesso gioco di disegni geometrici decodificabili soltanto dall’alto come quelli scoperti a Nazca in Perù.




Si tratta come ha spiegato al quotidiano “Izvtestìa” Boris Smlerdov lo studioso autore della scoperta di un vero e proprio messaggio cifrato composto da linee perfettamente parallele e lunghe da uno a otto chilometri.
Le figure che occupano un territorio di 500 chilometri quadrati,convergono tutte verso un punto preciso, dove è segnata una sorta di doppia freccia.Il progressivo ritrarsi delle acque dell’Aral ha messo in luce questo fenomeno fin dagli inizi degli anni ’90 ci rìcordano al locale centro idrometeorologico, di cui anche Srnierdov fa parte ma tendenzìalmente si era pensato a banali difetti nelle pellicole usate per le foto scattate dalle sonde.Ora gli studiosi russi,dopo aver consultato qualsiasi tipo di fonte,anche quelle militari.avanzano un’ipotesi indubbiamente più suggestiva: non si tratterebbe di un’opera umana.
Forse una sorta di messaggio lasciato da vìsttatori in tempi remoti.Infatti, pur non essendo antico come quello di Nazca. il complesso di disegni rinvenuto sui fondali del mare di Ami risalirebbe a centinaia di anni fa.
Ufologi affascinati dal fenomeno