Sui fondali del Mare di Barents è stato scoperto un enorme cratere sottomarino

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Lo studio degli enormi crateri sottomarini che si nasconderebbero sui fondali del Mare di Barents potrebbe contribuire a svelare il mistero che circonda il Triangolo delle Bermuda.
Un’università norvegese riferisce che alcuni di questi crateri sono stati scoperti al largo della costa della Norvegia, a una profondità di circa 45 metri la cui larghezza si aggira sugli 800 metri di diametro. I geologi ritengono che alcuni di questi crateri potrebbero essersi formati a seguito di una considerevole fuoriuscita di emissioni gassose. A loro avviso, le emissioni di metano potrebbero provocare forti esplosioni subacquee sprigionate da depositi sotterranei al punto da generare bollenti bolle gassose la cui energia tende ad irrompere in superficie in modo analogo a quanto avviene nel famoso triangolo delle Bermuda.

Tale energia permette alla temperatura dell’acqua di aumentare in modo significativo determinando la formazione nell’atmosfera di pericolosi vortici. Questo processo rappresenta un serio pericolo per la navigazione marittima e aerea visto che i velivoli potrebbero essere distrutti da queste improvvise e possenti emissioni gassose. Gli autori dello studio ritengono che la loro teoria potrebbe spiegare il mistero del Triangolo delle Bermuda, dove nell’ultimo secolo sono scomparse misteriosamente circa un centinaio di navi.
Per poter confermare tale teoria , tuttavia, gli esperti sperano di individuare un gigantesco cratere che secondo i loro calcoli potrebbe nascondersi sui fondali dell’Oceano Atlantico in quell’area tristemente nota delimitata dalle Bermuda, Porto Rico e Florida. Tuttavia, allo stato attuale non è prevista alcuna spedizione, per cui gli scienziati stanno rivolgendo la loro attenzione nello studio dei misteriosi crateri individuati recentemente sui fondali del Mare di Barents.

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