Un bozzolo di materia oscura scoperto attorno alla Terra

materia oscura
Nei  più grandi laboratori sotterranei del mondo e precisamente nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, appartenenti all’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN), i ricercatori stanno cercando di isolare la fisica delle particelle, nella speranza di svelare il mistero sull’origine dell’universo.

Gli astrofisici hanno suggerito che la materia oscura che si nasconderebbe intorno ai pianeti del sistema solare potrebbe essere costituita da lunghi filamenti bianchi. Questa conclusione a cui sono giunti i ricercatori è stata riportata in una pubblicazione dell’Astrophysical Journal, il cui studio verrà reso pubblico attraverso un comunicato stampa della NASA.
La materia oscura – una forma ipotetica di materia che non emette radiazioni elettromagnetiche e con le quali non interagisce direttamente rappresenta il motivo per cui il suo rilevamento risulterebbe impossibile con gli attuali strumenti messi a disposizione dei ricercatori .
La materia oscura rappresenta circa il 27 per cento di tutta la materia e l’energia presente nell’universo.
Nel 1990, gli scienziati hanno calcolato che la materia oscura potrebbe essere costituita da un flusso a grana fine di particelle che si muovono alla stessa velocità all’interno delle galassie. 
Gary Prézeau del Jet Propulsion Laboratory della NASA afferma che nell’accelerare le particelle esse tendono a concentrarsi in fibre superdense capaci di attraversare facilmente la Terra. 
Secondo i calcoli di Prez, è l’attrazione del pianeta a deformare il flusso delle particelle, trasformandole in filamenti stretti e densi le cui particelle sono notevolmente concentrate, fino a un miliardo di volte rispetto alla media.
Preez ritiene che le fonti da cui traggono origine i filamenti della materia oscura possono essere individuate a circa un milione di chilometri dalla superficie terrestre. Quando questi filamenti attraversano il nucleo di Giove, essi tendono a diventare più densi, raggiungendo un valore di un trilione di volte superiore rispetto al normale flusso.
Qualora riuscissimo a individuare la posizione delle fonti, potremmo inviare una sonda attraverso la quale, raccogliere numerose informazioni sulla materia oscura,” – ha affermato Prez.
Infine, attraverso delle simulazioni condotte da un astrofisico, esse hanno mostrato che le variazioni di densità della materia all’interno della Terra (tra il nucleo e la crosta terrestre) dovrebbero riflettersi nella struttura del “filamento”, creando delle particolari curvature. 
Qualora gli scienziati riuscissero ad accedere a queste informazioni, si potrebbe creare una mappa geologica dei corpi celesti e della materia oscura in modo da valutare la profondità degli oceani e dei ghiacci individuati sulle lune di Saturno e Giove.

41 Total Views 1 Views Today
Con le parole chiave , . Aggiungi ai preferiti : permalink.

I commenti sono disattivati